mercoledì 28 marzo 2012
Idee e sentenze sull'arte
Il compito attuale dell'arte è di introdurre il caos nell'ordine. (Theodor Adorno)
I filosofi superficiali sono la rovina dell'arte. (Karl Popper)
Il bello è la prova sperimentale che l'incarnazione è possibile. Per questo ogni arte di prim'ordine è, per sua essenza, religiosa. (Simone Weil)
L'arte comincia dalla resistenza: dalla resistenza vinta. Non esiste capolavoro umano che non sia stato ottenuto faticosamente. (André Gide)
«L'arte» disse il giovane «è l'universale nel particolare [...]». (Eugenio Corti)
L'arte è un appello al quale troppi rispondono senza essere stati chiamati. (Leo Longanesi)
L'arte non consiste nel rappresentare cose nuove, bensì nel rappresentare con novità. (Ugo Foscolo)
L'arte non è imitazione della realtà, ma interpretazione individuale di essa. (Roberto Longhi)
L'arte non può mai uguagliare la ricchezza della natura. (Giacomo Leopardi)
L'arte non riproduce il visibile; piuttosto, crea il visibile. (Paul Klee)
L'arte si è sempre sforzata, in ogni tempo, di fornire all'uomo una voce affinché egli possa esprimere il suo muto desiderio del divino. (Hermann Hesse)
L'arte vola attorno alla verità, ma con una volontà ben precisa di non bruciarsi. (Franz Kafka)
La bella illusione del mondo del sogno, dove ogni uomo è artista pieno, è madre di ogni arte figurativa e altresì, come vedremo, di una metà importante della poesia. (Friedrich Nietzsche)
La vera opera d'arte non è forse, quella che s'impone senza ambizioni di successo e che nasce da una autentica abilità e da una sicura maturità professionale? (Papa Giovanni Paolo II)
Solo nell'arte succede ancora che un uomo, consumato dai desideri, riesca a creare qualcosa che somigli al soddisfacimento e che, in virtù dell'illusione artistica, questo spasso, come fosse una cosa reale, dia luogo a conseguenze affettive. Giustamente si parla di incantesimo dell'arte e si paragona l'artista all'incantatore. Questo confronto è forse più significativo di quanto vorrebbe essere. L'arte, che non è di certo iniziata come «arte per l'arte», si trovava in origine al servizio di tendenze che in gran parte sono oggi venute meno. Si può a ragione affermare che tra queste siano parecchie intenzioni magiche. (Sigmund Freud)
V'è una sola cosa al mondo eternamente bella, giovane e feconda: l'arte divina. (Alexandre Dumas padre)
Speciem est Pietatem (Concetto di bellezza universale)
Essendo uno tra i concetti più complessi, quello della bellezza, richiede una serie di ragionamenti mirati sulle sue proprietà intrinseche e non solo su quelle superflue. Esistono infinite risposte che girano intorno a questa domanda, ma c'è anche da dire che non è un fenomeno riguardante esclusivamente gli umani, infatti le api come noi sono attirate dai fiori colorati, le allodole dai riflessi di oggetti scintillanti, le leonesse dai leoni dal fisico più forte e così via. Ma la bellezza nel caso della natura ha caratteristiche di tipo meccanico legate alla sopravvivenza di una specie, quindi automaticamente, in natura riteniamo bello tutto quello che attrae. Questo però non basta per comprendere pienamente "la bellezza" perché entrano in gioco anche i fattori psicologici.
Tramite i nostri sensi, ad esempio in una persona possiamo notare "qualcosa", le sensazioni possono essere paragonabili a quelle di una persona "in qualche modo bella" o in "qualche modo brutta".
Se il "brutto" è l'opposto del "bello" è possibile che le due cose possano coesistere?
Se il "bello" ed il "brutto" sono entrambi presenti nella stessa immagine, questa è da definire "bella" o "brutta"?
Se un soggetto non è "pienamente bello" avrà dei "difetti" che non sono "obiettivamente belli", qual'è dunque il concetto di "bellezza piena"?
Anche nel tempo, osservando ciò che dapprima ci pareva essere bello, possiamo modificare quel valore perché impariamo a vederne i difetti o superiamo mentalmente un concetto di bellezza, in questi casi parliamo di "esperienza estetica".
Se la bellezza è legata anche al tempo, ed è legata ai nostri gusti estetici in continuo cambiamento, allora la bellezza non risiede nella cosa che osserviamo, non è una cosa concreta, è una cosa intrinseca, insita e mutevole nella nostra mente.
Gli animali non hanno la capacità di vedere così le cose, o meglio non dal punto di vista estetico del termine, è una cosa del tutto umana.
"La bellezza che si incarna in noi, noi la riconosciamo nelle opere d'arte" la quale ne catturano l'essenza (Cit.).
Io, personalmente sono giunto ad una conclusione, direi parecchio profonda e meditata, quasi inconcepibile.
Per me "la bellezza" si crea attraverso uno scambio di informazioni, come accade quando si mettono in relazione più cose, dandoci la possibilità di reagire ad uno stimolo in modo "esclusivamente positivo anche nella sofferenza", e dunque, se la bellezza comprende anche la sofferenza, ovvero le sensazioni negative elaborate attraverso la nostra coscienza, per me ciò che interpreta meglio "il concetto di bellezza" è "la pietà umana".
La pietà: (dal latino pietas) "è il sentimento che induce l'uomo ad amare le cose", l'impulso che può dare bellezza a tutte le cose in modo "universale", cioè con un "unico verso".
Dunque se amiamo ciò che riteniamo "bello" non lo dobbiamo al fatto che realmente lo sia ma al nostro senso di pietà per le cose, ovvero lo dobbiamo alla nostra proiezione dell'amore.
Infatti anche le cose che non sono così dette "belle" possono piacere, possono essere amate, essere desiderate ugualmente perché, grazie alla nostra intelligenza superiore a quella animale, andiamo oltre le apparenze sia in maniera scientifica che romantica, superando i limiti delle superficialità.
In questo modo "la vera bellezza piena" va oltre le "forme" presentandosi tra noi ed il soggetto su cui posiamo lo sguardo, riflettendo i nostri pensieri esclusivamente quando muoviamo un senso di pietà per le cose.
Al di là della religiosità cristiana dell'opera, la Pietà di Michelangelo è un esempio lampante del concetto di bellezza universale.
In conclusione: La bellezza è la Pietà.
Marco Sionis
Il Vero Artista - Sentenza
Il vero artista è colui che, attraverso le sue creazioni, esprime una "reazione", comunque logica, scaturita da risultati ottenuti con coscienza tramite i molteplici concetti riferiti alla "vita".
Marco Sionis
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